Tra i carnevali alpini della Lombardia, quello di Schignano è uno dei più antichi e sicuramente uno dei più sorprendenti. Non ci sono carri allegorici né coriandoli a pioggia come nelle grandi città: qui sfilano maschere di legno intagliate a mano, personaggi muti che si muovono tra il suono dei campanacci, e una storia che parla di partenze, ritorni e di famiglie rimaste ad aspettare.
Schignano è un paese della Val d'Intelvi affacciato verso il Lago di Como. Ogni anno, nelle settimane che precedono la Quaresima, le sue strade diventano il palcoscenico di un rito collettivo che gli abitanti custodiscono con grande cura e che richiama visitatori da tutta la zona del lago.
Una festa che racconta l'emigrazione
Per capire il carnevale di Schignano bisogna ricordare che la Val d'Intelvi è stata per secoli terra di emigrazione stagionale. Gli uomini partivano in primavera, il giorno dopo il Martedì grasso, con la valigia quasi vuota, per cercare lavoro altrove; rientravano con l'arrivo dell'inverno. Il carnevale mette in scena proprio questo mondo: chi all'estero ha fatto fortuna, chi è tornato a mani vuote e chi è rimasto a casa. Anche gli studi dedicati a questa tradizione la leggono come un ultimo saluto agli emigranti prima della partenza, e per questo, sotto i colori, la festa conserva una vena malinconica.
I Bel e i Brutt
I protagonisti sono due gruppi opposti. I Bel (o Bèi), chiamati anche Mascarun, rappresentano gli emigranti arricchiti: indossano costumi sontuosi, pizzi, fiori, nastri, ventagli e gioielli, e si muovono con aria fiera e distaccata. Le loro maschere hanno lineamenti regolari ed eleganti.
I Brutt (o Brüt) sono invece gli emigranti sfortunati. Vestono stracci, portano campanacci e attrezzi da lavoro, trascinano valigie sgangherate e talvolta una scala; corrono, fanno scherzi, si lanciano pelli tra la folla. Le loro maschere sono deformate, grottesche. Tradizionalmente sono loro a chiudere il corteo.
Sapeur, Ciocia, Sigurtà e Carlisep
Attorno ai due gruppi principali ruotano altre figure. I Sapeur sono guardiani silenziosi e un po' misteriosi, avvolti in pelli di pecora, con il volto annerito, lunghi baffi e un'ascia: aprono la sfilata nei giorni più importanti. La Ciocia, interpretata da un uomo travestito da donna con il viso sporco di fuliggine, è la moglie del Mascarun: è l'unico personaggio che può parlare e, in dialetto, si lamenta di essere stata lasciata sola e commenta con ironia i fatti del paese.
La Sigurtà è la figura dell'autorità che controlla chi si nasconde sotto le maschere, ricordo di quando chi si mascherava doveva registrarsi. Infine c'è il Carlisep, il fantoccio simbolo del carnevale: dopo una fuga concitata tra la folla viene condotto al rogo in piazza San Giovanni, segnando la fine della festa e l'inizio della Quaresima.
Le maschere di legno
Il vero tesoro di Schignano sono le maschere. Vengono intagliate a mano da artigiani locali, soprattutto in radica di noce e talvolta in altri legni come il tiglio. Ognuna ha un'espressione unica e spesso un nome proprio; alcune vengono tramandate da generazioni. In paese opera un'associazione di artigiani dedicata proprio alla realizzazione delle maschere, e guardarle da vicino, durante la festa, permette di apprezzare un lavoro di grande pazienza e abilità.
Come vivere la festa
Il carnevale di Schignano non è uno spettacolo da guardare seduti: si vive per strada, seguendo il corteo per le vie e le piazze del paese. Il consiglio è arrivare con un po' di anticipo, rispettare il silenzio delle maschere (i personaggi, tranne la Ciocia, non parlano) e lasciarsi coinvolgere dagli scherzi dei Brutt, che fanno parte del gioco. Con i bambini è un'esperienza indimenticabile, purché si spieghi loro che le maschere più brutte sono, in fondo, le più simpatiche.
Per chi soggiorna a Corte di Pellio, Schignano si raggiunge in auto restando all'interno della valle: dopo una giornata tra campanacci e maschere di legno, il rientro in una camera accogliente con bagno privato e una buona colazione il mattino seguente sono il modo migliore per completare un fine settimana di carnevale autentico.
Soggiornare a Corte di Pellio
Due camere con bagno privato a Pellio Superiore, colazione, giardino e parcheggio gratuito: la base tranquilla per vivere la Val d'Intelvi e i suoi laghi.