Sulla strada che costeggia il Lago di Lugano tra Osteno e Porlezza, un piccolo lembo di terra si spinge nell'acqua. È Rescia, borgata di Claino con Osteno, e alle sue spalle la montagna nasconde uno dei luoghi più singolari della zona: un complesso di sette grotte collegate tra loro, che culmina davanti a una cascata alta circa 70 metri.
Da Pellio Superiore le grotte distano circa 11 km. La visita in sé è breve, e questo la rende perfetta per le famiglie: abbastanza avventurosa da entusiasmare i bambini, abbastanza contenuta da non stancarli.
Come si sono formate
Le Grotte di Rescia non sono state scavate dall'acqua nella roccia, come accade in molte cavità carsiche. Si sono formate in modo quasi opposto: le acque sorgive ricche di calcare, scendendo lungo la gola, hanno depositato nel tempo tufo e travertino, costruendo la roccia stessa attorno ai vuoti. Per questo sono dette grotte primarie, un fenomeno poco comune.
Il processo non si è fermato: alcune concrezioni continuano a crescere, altre sono ormai inattive. All'interno vedrete stalattiti, stalagmiti e piccole cascate, in un ambiente umido e vivo. Anche la piattaforma su cui sorge Rescia è frutto dei detriti portati a valle dalla gola: è il solo tratto pianeggiante di questa costa ripida.
Una meta turistica da secoli
Non si sa quando le grotte siano state scoperte, ma le testimonianze scritte raccontano che già nel Settecento qui arrivavano viaggiatori, molti dalla vicina Svizzera. Ci si arrivava solo in barca, e un accompagnatore del posto guidava i visitatori con una scala e una torcia.
Alla fine dell'Ottocento il loro valore turistico venne riconosciuto: le sette cavità furono collegate tra loro e illuminate con l'elettricità, grazie all'ingegner Chiverny. Le cartoline degli anni Trenta del Novecento le presentano già come una delle attrazioni di questa riva, vicino a Porlezza.
Il percorso di visita
Oggi si segue un percorso attrezzato di circa 500 metri, fatto di passerelle, cunicoli e passaggi scavati nella roccia, con pannelli didattici lungo il tragitto, pensati anche per i più piccoli. Si passa da una sala all'altra osservando le concrezioni, fino ad arrivare al momento più scenografico.
Il tempo necessario è di circa mezz'ora con le soste. È possibile la visita in autonomia, nel periodo di apertura che di solito va dalla primavera all'autunno, oppure quella guidata, da prenotare: se viaggiate con bambini o amate conoscere la storia dei luoghi, quest'ultima può valere la pena.
La Cascata di Santa Giulia
Il percorso si conclude davanti a un'apertura naturale nella gola, da cui si vede la Cascata di Santa Giulia precipitare per circa 70 metri tra le pareti di roccia. Nei boschi sopra Rescia sorge anche una chiesa dedicata alla stessa santa. La portata varia con le stagioni: dopo periodi di pioggia è più imponente, ma in caso di maltempo intenso le grotte possono restare chiuse per sicurezza.
Come arrivare e prenotare
L'auto è il mezzo più comodo. Da Pellio si scende verso Osteno e si prosegue lungo la strada del lago in direzione Porlezza: le grotte si trovano a circa 3 km da Osteno, con un'area di parcheggio di fronte all'ingresso.
Periodi di apertura, turni di ingresso e modalità di prenotazione possono variare di anno in anno: la cosa migliore è controllarli sui canali ufficiali delle grotte prima di partire, soprattutto nei fine settimana di alta stagione. Nello stesso modo potete informarvi su eventuali iniziative speciali, come quelle che in genere animano le grotte nel periodo natalizio.
Da abbinare alla gita
La visita occupa poco tempo, quindi si combina facilmente con una passeggiata sul lungolago di Porlezza, a circa 4 km dalle grotte, o con una sosta a Osteno, con la sua torre medievale sulla riva. A fine giornata, il rientro a Corte di Pellio è breve: i bambini possono sfogare le ultime energie nell'area giochi mentre voi vi godete il giardino.
Soggiornare a Corte di Pellio
Due camere con bagno privato a Pellio Superiore, colazione, giardino e parcheggio gratuito: la base tranquilla per vivere la Val d'Intelvi e i suoi laghi.