Il Lago di Lugano e le Alpi innevate visti dal Balcone d'Italia sul Monte Sighignola, con il pannello panoramico in primo piano
Balcone d'Italia, Monte Sighignola — foto: LACAIT · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Tra i luoghi più fotografati della Val d'Intelvi ce n'è uno che si raggiunge comodamente in auto e che lascia quasi tutti in silenzio per qualche minuto. A circa 1.300 metri di quota, sul confine tra Italia e Svizzera, il Monte Sighignola si affaccia a strapiombo sul Lago di Lugano. Il suo belvedere è conosciuto da oltre un secolo con un nome che dice tutto: Balcone d'Italia.

Da Pellio Superiore dista circa 10 km, abbastanza pochi da consentirvi di salire anche all'ultimo momento, appena vi accorgete che il cielo si è pulito.

Perché si chiama Balcone d'Italia

Il nome nasce dalla forma stessa della montagna. Il versante italiano sale dolce e boscoso, mentre quello opposto, in territorio svizzero, precipita verso il lago. Si arriva quindi tra gli alberi quasi senza accorgersene, e all'improvviso il terreno finisce e si apre il vuoto: sotto di voi l'acqua, davanti la Svizzera, alle spalle l'Italia. Pochi punti danno un'idea così chiara di cosa significhi vivere su una valle di frontiera.

Una storia lunga più di un secolo

La strada panoramica e il belvedere si devono al Touring Club Italiano e a Luigi Vittorio Bertarelli, che ne fu tra i fondatori: i lavori risalgono agli anni 1913-1914.

Più curiosa è la vicenda della funivia. Alla fine degli anni Sessanta fu progettato un collegamento tra Campione d'Italia, sul lago, e la vetta. I lavori cominciarono, ma l'impianto non entrò mai in servizio e la struttura restò a lungo in abbandono. Dopo la demolizione della stazione d'arrivo, nello stesso punto è stato ricavato un secondo balcone: un bel modo di trasformare un'opera incompiuta in un altro affaccio sul lago.

Come arrivarci da Pellio

Il percorso è semplice. Da Pellio Superiore si raggiunge Lanzo d'Intelvi, a circa 6 km, e dalla zona della chiesa di San Siro si imbocca la strada che sale verso la Sighignola, tra tornanti e boschi. In cima, lasciata l'auto, bastano pochi passi per arrivare alla terrazza. È una salita adatta anche a chi viaggia con bambini piccoli o con persone che non amano camminare a lungo.

Chi preferisce muoversi a piedi può considerare i sentieri che salgono dalla zona di Lanzo, portando con sé una carta aggiornata. La salita è apprezzata anche dai ciclisti, che la affrontano come una vera tappa di montagna.

Consiglio pratico: il meteo in quota cambia in fretta e d'inverno la strada può risentire di neve e ghiaccio. Portate una giacca anche in estate e, nei mesi freddi, verificate le condizioni prima di partire.

Cosa si vede dal belvedere

La vista si apre soprattutto verso ovest, ed è per questo che il Balcone è così scenografico. Nell'ordine, dal basso verso l'alto, riconoscerete:

  • Il Lago di Lugano, chiamato anche Ceresio, con le sue rive frastagliate e i paesi affacciati sull'acqua.
  • Campione d'Italia, l'exclave italiana circondata dalla Svizzera, proprio ai piedi della montagna.
  • La città di Lugano con il suo golfo, ben leggibile nelle giornate serene.
  • L'arco alpino, che quando l'aria è tersa arriva fino alle grandi cime del Monte Rosa e del Cervino.

Un pannello panoramico aiuta a dare un nome alle montagne all'orizzonte: dedicategli un momento, soprattutto se con voi ci sono bambini curiosi.

Quando salire

La regola è una sola: scegliete la giornata in base al cielo, non al calendario. Le giornate dopo il passaggio di una perturbazione o con vento da nord sono spesso le più limpide, e in inverno, con le Alpi innevate, il panorama può essere nitidissimo. Con la foschia estiva, invece, le cime lontane spariscono ma il lago assume toni più morbidi.

Poiché la vista guarda a ovest, il tardo pomeriggio regala la luce più calda, con il sole che scende davanti a voi. Se salite per il tramonto, ricordate che poi il rientro avviene col buio su una strada di montagna: tenetevi un po' di margine.

Da abbinare alla gita

La sosta a Lanzo completa bene la mattinata o il pomeriggio. Il paese conserva ville di inizio Novecento, tra cui la neomedievale Villa Turconi, e il santuario della Madonna di Loreto. Con i bambini, tenete presente che le guide segnalano in quota anche una piccola area giochi: è bene comunque tenerli per mano vicino ai parapetti.

Il bello di soggiornare a Corte di Pellio è proprio questo: il Balcone d'Italia è abbastanza vicino da poterci tornare. Una salita con la luce del mattino e un'altra al tramonto, e sembreranno due luoghi diversi.

Soggiornare a Corte di Pellio

Due camere con bagno privato a Pellio Superiore, colazione, giardino e parcheggio gratuito: la base tranquilla per vivere la Val d'Intelvi e i suoi laghi.