Il Lago di Lugano e la città di Lugano visti dalla Sighignola, con le Alpi innevate sullo sfondo
Panorama dalla Sighignola sul Lago di Lugano — foto: Uwelino · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono valli che scendono verso un solo lago. La Val d'Intelvi, invece, ne guarda due: a est il Lago di Como, a ovest il Lago di Lugano, che qui tutti chiamano Ceresio. E sulle sue creste corre il confine con la Svizzera. Questa posizione ne ha plasmato il paesaggio, l'economia e perfino il carattere delle persone.

Conoscere un po' di geografia e di storia della valle aiuta a guardarla con occhi diversi: ogni strada, ogni sentiero e ogni campanile raccontano qualcosa di questo vivere «in mezzo».

Una valle a forma di Y rovesciata

Vista dall'alto, la Val d'Intelvi disegna una Y rovesciata. Al centro c'è la sella di San Fedele, a circa 735 metri, che fa da spartiacque. Da una parte il torrente Telo scende e sfocia nel Lago di Como ad Argegno; dall'altra il Telo di Osteno corre in direzione opposta e si getta nel Ceresio a Osteno. Un terzo ramo, l'alta Val Mara, forma l'altopiano su cui sorge Lanzo d'Intelvi.

Pellio si trova proprio su questo altopiano, a circa 750 metri, tra San Fedele e Scaria. Il comune storico era diviso in due nuclei, Pellio Inferiore e Pellio Superiore, raccolti attorno alle chiese di San Michele e di San Giorgio. Dal 2017, dopo la fusione con Lanzo d'Intelvi e Ramponio Verna, fa parte del comune di Alta Valle Intelvi.

Le montagne di confine

Il punto più alto della valle è il Monte Generoso, 1.704 metri, sul confine con il Canton Ticino: dalla sua vetta lo sguardo spazia sui laghi, sulla pianura e sulle Alpi. Sul versante svizzero lo raggiunge una storica ferrovia a cremagliera che sale da Capolago, inaugurata nel 1890. Sopra Lanzo, la Sighignola è nota come «Balcone d'Italia»: da qui il Lago di Lugano e la città svizzera sembrano a portata di mano, e nelle giornate limpide si vedono le vette fino al Monte Rosa.

Fanno parte del territorio della valle anche luoghi singolari come Campione d'Italia, il piccolo comune italiano affacciato sul Ceresio e circondato dal territorio svizzero, ed Erbonne, minuscolo borgo di pietra a ridosso della frontiera.

Dalla preistoria alla pieve d'Intelvi

La valle è abitata da tempi antichissimi. A Pellio, in località Pian delle Noci, si trovano massi con incisioni a coppelle che fanno pensare a insediamenti preistorici, e vicino a Pellio Superiore è stata rinvenuta una necropoli preromana. Accanto alla chiesa di San Giorgio restano tracce di una fortificazione di epoca ottoniana.

Nel Medioevo la valle gravitava su Como. Durante la Guerra decennale tra Como e Milano, nel XII secolo, Pellio si schierò con i comaschi. La vita religiosa e civile era organizzata nella pieve d'Intelvi, documentata già alla fine del Duecento con sede a Montronio, nel territorio di Castiglione. Più tardi, con le riforme di Maria Teresa d'Austria, le comunità furono riorganizzate e i due nuclei di Pellio vennero uniti in un unico comune.

Emigrazione, artisti e contrabbando

Una valle di montagna, stretta tra due laghi, non poteva vivere solo di pascoli e castagni. Per secoli emigrare fu una necessità: da qui partirono i Maestri Intelvesi, architetti, stuccatori, scultori e pittori che lavorarono in tutta Europa, ma anche tanti artigiani che cercavano lavoro lontano da casa.

La vicinanza del confine ha generato anche un'altra storia, più recente e più ruvida: quella del contrabbando. Gli spalloni, con la bricolla carica sulle spalle, percorrevano i sentieri della valle cercando di sfuggire ai finanzieri. A Erbonne, in quella che fu una caserma della Guardia di Finanza, il Piccolo Museo del Contrabbando conserva divise, attrezzi e ricordi di quei tempi, quando nel dialetto locale si parlava di «sfrusaduu» e «burlanda», il contrabbandiere e il finanziere. Le visite sono su prenotazione tramite l'ufficio turistico della valle.

Consiglio pratico: per leggere bene la geografia della valle, salite in una giornata limpida alla Sighignola e poi scendete verso Argegno o Osteno. In poche ore vedrete tutti e due i laghi e capirete perché qui si parla di una valle di frontiera.

Una valle che guarda in due direzioni

Oggi il confine si attraversa con facilità e la Val d'Intelvi è un luogo di pace, boschi e panorami. Ma quel doppio sguardo, verso Como e verso Lugano, resta parte della sua identità: nei sentieri che scavalcano le creste, nelle chiese decorate dagli artisti tornati a casa, nelle storie di chi ha vissuto a cavallo tra due Paesi.

Da Corte di Pellio, nel cuore dell'altopiano, potete scoprire questa geografia giorno dopo giorno: un mattino sul Lago di Como, un pomeriggio affacciati sul Ceresio, la sera di nuovo in terrazza, a guardare la valle che si spegne nel silenzio.

Soggiornare a Corte di Pellio

Due camere con bagno privato a Pellio Superiore, colazione, giardino e parcheggio gratuito: la base tranquilla per vivere la Val d'Intelvi e i suoi laghi.